Il Souvenir perfetto: UN PEZZO D’ABRUZZO

Dopo circa tre millenni di insediamenti umani nella regione abruzzese si sono formate nel tempo delle importantissime tradizioni che riguardano le pratiche artigianali, diventate oggi addirittura un’arte riconosciuta a livello internazionale per la bravura dei suoi artefici, come ad esempio l’orafo Nicola da Guardiagrele che visse nel Rinascimento oppure gli artisti della maiolica di Castelli, le cui creazioni si possono addirittura visitare al British Museum e all’Hermitage.

Ogni cosa prende forma sotto l’operato attento e accurato degli artigiani della regione, i quali riescono a trasformare semplici elementi naturali e ambientali in attrezzi lavorativi, arnesi, ornamenti e varie altre cose.

Dalla maiolica alle strutture metalliche, da materiali lignei alla lana e alla pietra, in Abruzzo vengono creati oggetti che spiccano per l’originalità e naturalmente per la bravura dei loro artisti, che sin dai tempi più antichi hanno perfezionato questa tradizione artigianale e l’hanno trasmessa ai loro eredi fino ai giorni nostri.

In qualunque settore si lavori, infatti, elementi tradizionali e storici camminano sempre di pari passo per indicare il modo di operare più valido, e questo vale per qualsiasi lavoratore che dimora e svolge il suo operato in Abruzzo, sia che esso lavori l’oro, la ceramica, il legno, la lana, il rame o la pietra.rossa_4.jpg

Per quanto riguarda la lavorazione dei tessuti spicca per importanza quella della lana, di cui la regione è ricca, e che ricopre un posto decisamente alto nel commercio abruzzese. Conosciute a livello nazionale, le tarante, cioè le variopinte coperte prodotte a Taranta Peligna, sono lavorate anche ai giorni nostri secondo la vecchia tradizione.

L’arte tessile che ha dato origine a questa particolare coperta ha una storia antica che affonda nel Medioevo ed è legata alla vita delle popolazioni montane che vivevano di pastorizia: mentre gli uomini stavano fuori per  lunghi periodi, le donne rimanevano in casa a tessere. La tessitura si sviluppò soprattutto a Taranta Peligna, piccolo paese situato nel parco della Majella, che godeva di una posizione privilegiata tra due importanti vie commerciali: il tratturo Magno dove transitavano le greggi,e la Via della Lana che univa Firenze e Napoli. Ma anche l’abbondanza delle materie prime necessarie ha giocato un ruolo importante: le sorgenti di acqua purissima, il legname, le piante tintorie sono indispensabili nel processo di colorazione della lana che doveva bollire dentro grandi recipienti con il mordente e le varie piante, ognuna scelta per la tonalità cromatica.
Già nel tardo Medioevo si hanno notizie di lanifici e il paese divenne presto un fiorente centro commerciale e tessile. Taranta Peligna divenne famosa in tutta Europa perché lì si realizzava il panno di lana nera infeltrita utilizzato per le mantelline dell’esercito borbonico, ma anche le ‘ferrandine’ stoffe pregiate di lana e seta per tappeti, arazzi, coperte.blu_3.jpg

Nell’Ottocento nasce la famosa coperta abruzzese pezzo indispensabile del corredo della sposa.

rossa_3.jpgDa qui l’idea di Nodi d’Autore di creare un piccolo tessuto in purissima lana d’Abruzzo, tinta e tessuta a mano, un souvenir d’amore carico di storia, amore e passione… in una piccola scatola… per info e prenotazioni nodidautore@gmail.com

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Chi è Nodi d’Autore

Ogni qualvolta mi viene chiesto di parlare di me e di ciò che faccio entro subito nel pallone.
E’ molto difficile presentare se stessi al prossimo ed è altrettanto difficile parlare  di qualcosa che ci sta particolarmente a cuore, un po’ come i concetti astratti, un po’ come le emozioni
Sono una persona estremamente precisa, ma ho una parte di me diametralmente opposta alla precedente che ha un peso alquanto rilevante: è il mio lato estroso, irrazionale, caotico, disordinato, colorato … Vivo di ambivalenza e  ho due aspetti distinti che si fondono in un’unica entità, questa dualità me la ritrovo impressa sul volto fin dal mio primo giorno di vita (ho una strana voglia che mi rende a detta di chi mi conosce “ancora più diversa”: ho un sopracciglio e un ciglio nero turchino, ed un sopracciglio e un ciglio biondissimi)

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Un po’ come Alessandro Magno che era caratterizzato da eterocromia, una peculiarità somatica di individui i cui occhi hanno un’iride di colore diversa dall’altra aveva un occhio di un colore e uno di un altro. Alessandro, naturalmente, essendo secondo la leggenda per metà uomo e per metà dio (il padre adottivo sarebbe stato Filippo II, il padre spirituale il filosofo Aristotele e… il padre naturale lo stesso Zeus) doveva, a differenza dei comuni mortali, tale particolarità al fatto che con l’occhio azzurro si richiamava al cielo, alla sua metà metafisica, con l’occhio scuro si richiamava alla terra, alla sua metà mortale. Non che voglia paragonarmi a lui, ovviamente, ma un po’ di storia non fa mai male.

Più che ad Alessandro sono stata definita un’Alice contemporanea.

Nodi d’autore è nato nel momento (penso) peggiore della mia vita per alcuni versi e migliore per altri, un vero e proprio fulmine a ciel sereno, inizialmente preso un po’ sotto gamba, molto spesso lasciato in disparte, ignorato, … Talvolta – lo ammetto –  ho anche provato a liberarmi di Lui, ma mi rendo conto che liberarmene significherebbe privarmi di una parte di me stessa che mi tiene in vita e che mi fa credere che ci sia nel mondo una realtà fatta di colore, emozione, morbidezza, arte. 19656936_661439447374930_4335382741708645632_n.jpg

Non so se definirlo un lavoro: Io so che mi fa star bene quando sono impegnata a “fare” e creare e non mi fa star bene quando invece ho l’ansia da prestazione, ovvero quando mi vengono richieste e o commissionate opere e prodotti che non mi appartengono… Ed è proprio in queste circostanze che mi rendo conto che Nodi d’ Autore non è un lavoro creato per lucro, ma è un lavoro che serve a me stessa: un calmante per l’anima, che mi alleggerisce da problemi e inquietudini.

Ho iniziato poco più di quattro anni fa e da allora non ho mai smesso.

Ho iniziato creando braccialetti con perle in argento indiano di differenti soggetti (elefantini, tartarughine, stelline, cuori, etc) . Tutto nacque in concomitanza alla presentazione del libro di poesie di una mia amica… decisi di realizzare per quella occasione dei segnalilibro in fettuccia colorata e dei braccialetti, e portai anche alcuni scatti fotografici realizzati da me (sono appassionata di fotografia), da quel momento ho continuato a sperimentare e ad “intrecciare”.

Ho iniziato a lavorare a maglia senza l’ausilio dei ferri perché ritenevo di non essere in grado di saperli utilizzare perché li vedevo troppo complicati. Iniziai a realizzare le mie prime “opere” solo con l’ausilio delle braccia e delle dita (Arm knitting , Finger knitting). Il primo approccio con i ferri avvenne di li a poco: acquistai i miei primi ferri on line – ferri corti numero 12 in bamboo, circolari – ricordo il suono, il primo progetto – Ritmo e velocità, soddisfazione e gratificazione infinita nel poter indossare un prodotto pensato, creato, finito proprio da me – La grande passione ossessione di quel inverno è stata la realizzazione di infinity scarfts, Sciarpone, scialli…

Passavo giornate intere con mia figlia che giocava o che dormicchiava bevendo dal biberon e io che lavoravo armata di ferri enormi, filati naturali, tutto frutto di una meticolosa ricerca: il materiale doveva essere esclusivo, di qualità superiore – l’idea era quella di donare un prodotto unico ed esclusivo che sapesse di buono, di pregio, di natura. – 13620695_507865126065697_6402553548884863652_n.jpg

Nodi d’autore è impregnato di natura, difatti lo slogan non a caso è “Eleganti… naturalmente” perché troppi fronzoli non mi sono mai piaciuti, ma amo le linee essenziali, i modelli e i prodotti che non metti una volta e butti via, ma che durano e perdurano nel tempo e che sanno di casa. Io ci metto amore, competenza, indagine continua, studio… e si lo ammetto mi ci incavolo anche di tanto in tanto.

A questo punto ecco un’altra evoluzione se così posso definirla: dalla lavorazione con le braccia, a quella con i ferri, da quella con i ferri ai telai da lana lineari e circolari per realizzare la maglia tubolare e non – difficile da spiegare per chi non ha mai avuto un’approccio con questo genere di strumento… in commercio è possibile trovarne in plastica super colorata e sembrano quasi dei giochi per bambini, io ho iniziato a produrne di nuovi, in legno e metallo… e quei chiodini me li sono tatuati anche sulle falangi delle mani, per avere la passione oltre che dentro il cuore anche sotto la pelle, sulle mani.12651001_454694778049399_6077568711460559106_n.jpg

Durante l’estate mi sono cimentata nella lavorazione della lana corpo e anima.. ho ricevuto in dono un non proprio candido vello di pecora e da lì ho iniziato i miei esperimenti: lavaggio, cardatura, filatura, colore…sono andata fino a Pergine Valsugana dall’Abruzzo e da lì a un anno ho iniziato ad avere clienti che mi chiedevano di filare la lana delle proprie pecore per avere prodotti unici. 72362_446284335557110_7260759164695998166_n.jpg1933957_446640645521479_8698971695452787584_n.jpg

Tutte tappe obbligatorie per arrivare a quello che è il dono più grande che mi sono concessa: la tessitura, il telaio. Difficile ma non impossibile spiegare ciò che si prova, credo che guardare una donna o un uomo lavorare ad una macchina manuale da tessitura sia un’esperienza unica, E lavorare ad una macchina manuale da tessitura in prima persona… beh… ad oggi non so ancora descriverlo, ma verrà il momento.13082652_480704208781789_262125129417033106_n.jpg19510374_657852221066986_3811556839762698045_n.jpg

Ad oggi realizzo una quantità di accessori, capi, oggetti per la persona, la casa, l’apprendimento che a pensarci mi perdo. Unico elemento invariato che da coerenza al tutto sono i materiali sia quelli propri del prodotto che quelli utilizzati per il packaging: ogni cosa che realizzo viene presentata sempre nel migliore dei modi, anche se è un accessorio di uso personale e non necessariamente un regalo. Chi viene da me non deve specificare “è un regalo” oppure “fammi una confezione regalo”, il mio dono nel accogliere il cliente oltre che la realizzazione un prodotto di qualità, è l’amore e la cura nei dettagli da principio a fine.

 

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Sono consapevole del fatto che Nodi d’autore non è di facile comprensione: non è un’azienda, non è un negozio, non è un lavoro, ma sono semplicemente io e tutto ciò che mi appartiene: sogni, ambizioni, progetti, frustrazioni, paure, speranza, fede, passione… Nodi d’autore è Alessandra Madonna e Alessandra Madonna è Nodi d’autore.

Volevo affidare questa descrizione a qualcun altro perché come ho detto nelle prime battute per me è estremamente complicato promuovere me stessa e raccontarmi. Mi sono imbattuta in non poche difficoltà nel far comprendere la mia filosofia perché il prossimo (soprattutto quando si parla di attività commerciali) si basa prevalentemente su ciò che si produce, sul aspetto funzionale ed estetico del prodotto, sulle caratteristiche tecniche del materiale utilizzato, su numeri e fatturato… io credo che ci si debba focalizzare su altro e pensare più al lato umano, alla mente, alle mani… la mente che muove le mani…13934712_518473565004853_4618166032330876792_n.jpg

 

Da un po’ di tempo (un paio d’anni circa) l’insegnamento è un altro elemento che mi fa vivere meglio. Ad oggi è complicatissimo trovare qualcuno che insegni per la condivisione: nel momento preciso in cui io sto insegnando qualcosa te, tu lo stai facendo a tua volta, ed io sto accogliendo ciò che tu mi stai donando… ecco perché l’insegnamento è scambio non è solo un dare ma è un dare e ricevere, sempre.

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Non è ancora finita… la strada è lunga ed io non vedo l’ora arrivi domani, guardo al passato con piacere sempre e comunque, convinta che l’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti.

 

Non accontentarti.

 

Alessandra “Nodi d’autore”