Le insidie dei Filati “non” Naturali

Tutto è iniziato all’incirca due anni e mezzo fa, in quel periodo realizzavo segnalibro e accessori in fettuccia e di tanto in tanto mi venivano commissionati lavori con lane sintetiche (perché molti pensano che il sintetico non pizzichi come la lana). Di lì a poco iniziarono ad uscirmi piccole bollicine sulle dita delle mani, piccole dure e fastidiosissime. Il prurito era insopportabile e con il tempo quelle bollicine si moltiplicavano seccandosi successivamente e lasciando posto a croste e piaghe spiacevoli e dolorose. Per due anni e mezzo non ho mai capito a cosa fosse dovuta la cosa… E neppure i luminari ai quali ho chiesto aiuto (L E T T E R A L M E N T E). Giorni fa mi trovavo in farmacia per prendere uno spray nasale e grattandomi forsennatamente le dita della mano sinistra ho richiamato l’attenzione di un cliente che era in fila … Mi ha fermato presentandosi (un dermatologo di Torino in villeggiatura) e chiedendomi alcune cose riguardo ai sintomi e guardando Le mie mani mi disse Che anche sua madre (70enne incallita di tricot e crochet) aveva sviluppato lo stesso problema, ma che trascurandolo le si era cronicizzato fino ad espandersi alle stesse unghie… La domanda sorse spontanea : “signora… Lei che lavoro fa?” “Maneggia filati di qualche tipo?” … Beccata ! Propio la sera prima stavo lavorando ad un campione di tessuto, di solito uso filati di scarto ma non per questo non di qualità (Il gomitolo in questione è un 100gr venduto a 4,80 al gomitolo di acrilico). Che dire…Da questo incontro mi si è aperto un vero e proprio mondo…. Adesso un po di dettagli tecnici per capire assieme con cosa andiamo a lavorare :  Le fibre chimiche o tecnofibre sono le fibre create dall’uomo attraverso reazioni chimiche.Si possono distinguere in fibre artificiali, quando la materia di partenza è una sostanza naturale, e sintetiche, quando la materia di partenza non è naturale, ma è una sostanza ricavata artificialmente. Ciò perché le resine sintetiche presentano notevoli vantaggi rispetto agli altri materiali: Possono essere formulate con una gamma infinita di varianti. Vengono prodotte in serie partendo da materie prime di basso costo (derivati petroliferi). A seconda dei reagenti usati e dell’andamento delle reazioni presentano buone caratteristiche meccaniche: le fibre, in particolare, sono fra le più resistenti, non vengono assolutamente degradate dagli agenti atmosferici e biologici quali le muffe, tarme, ecc. Ci sono però degli svantaggi (ed io ne sono testimone diretta)…. Non sono biodegradabili; quindi sono destinate, una volta usate, a rimanere per tempi indefiniti come materiali inquinanti dell’ambiente. Sono inoltre composte da sostanze chimiche non esistenti in natura ma sintetizzate ex novo: è quindi incognita la reazione che potranno determinare sugli organismi animali e vegetali. Inoltre quelle resine che, come le fibre sintetiche, vengono più a stretto contatto con l’organismo umano in qualche caso possono portare a delle reazioni di rigetto, le cosiddette allergie, ciò a causa anche dei coloranti usati. La buona notizia è che Ultimamente sono state messe a punto fibre sintetiche ipoallergeniche e ad alto potere ignifugo così da poter produrre, anche con queste fibre, indumenti per neonati o anziani che più sono considerate persone a rischio di allergie e ustioni.  Quindi per il vostro benessere e quello dei vostri bambini fate bene attenzione a quello che acquistate …. Non sempre chi risparmia, risparmia sul serio! 

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